LE PERLE




      

Tra Cultura e Tradizione

Le perle sono da sempre ambite come simbolo di ricchezza e stato sociale. Nello stato americano dell'Ohio gli archeologi hanno trovato perle naturali nelle tombe degli aborigeni, datate 2000 anni fa.Nell'antica Grecia già Omero menzionava queste gemme nei poemi epici precedenti al 700 a.C. Per quanto riguarda Roma, il biografo Svetonio descriveva la grande passione di Giulio Cesare (100-44a.C. circa) per le perle naturali. Plinio il Vecchio raccontava che la conchiglia perlifera nella giusta stagione si aprirebbe riempendosi di un elemento acquoso simile alla rugiada che la feconderebbe. Quanto più questa sarà pura, tanto più splendente sarà la luce della perla: una visione della genesi dal carattere antropomorfo, in cui la conchiglia potrebbe rappresentare la figura materna che ospita nel suo grembo la meraviglia della vita naturale. Tra gli scrittori latini la perla diviene il simbolo dello sfrenato amore per il lusso delle donne romane. Nel Nuovo Testamento viene citata in due parabole del Vangelo di Matteo e nell'Apocalisse come ornamento delle porte della Gerusalemme celeste, risulta riscattata dalla condanna di colpevole strumento del diabolico lusso per divenire un simbolo cristiano. La credenza che le perle fossero create dalla rugiada celeste permane anche nel Medioevo e nel Rinascimento, accompagnata dalla presunta virtù di portare serenità, castità e purezza. Marco Polo ci ha fornito la testimonianza dell'uso di perle in Cina nel tredicesimo secolo, ma possiamo datare, grazie ad uno storico cinese, il 2206 a.C. il più antico riferimento scritto riguardante queste gemme naturali.I membri delle famiglie reali e i personaggi più facoltosi di Asia, Europa e di tutte le altre parti del mondo, consideravano le perle grandi tesori che si tramandavano di generazione in generazione. Possiamo citare ad esempio il Re Enrico VIII in Inghilterra, i reali di Spagna e di Francia e i nobili italiani. Alla fine degli anni '60 Richard Burton acquistò ad un'asta la celebre perla "Pellegrina" per donarla alla sua amata Elizabeth Taylor. E' una perla naturale a forma di goccia del peso di 50.56 ct, con una ricca storia risalente al XVI secolo, e passata di mano in mano tra molti reali spagnoli e poi francesi. Nel dicembre 2011 questa perla è stata battuta all'asta da Christie's a New York ed aggiudicata per l'incredibile somma di circa 9 milioni in euro.

 


Perle naturali: come si formano?

Le perle naturali si formano in un mollusco perlifero senza intervento da parte dell'uomo. Tutto ha inizio quando un corpo estraneo (che potrebbe essere anche un granello di sabbia) si introduce nel mollusco e ne irrita il suo tessuto (mantello), che riveste l'interno della conchiglia. A questo punto il mollusco cerca di ridurre l'effetto irritante provocato, rivestendo l'oggetto estraneo con strati sovrapposti di nacre (o perlagione), che è una sostanza composta da carbonato di calcio (aragonite) e conchiolina, che è la sostanza che tiene aggregati tutti questi strati di perlagione.

 


Perle coltivate

La coltivazione delle perle è in realtà un adattamento del processo di formazione naturale che permette all'uomo di intervenire per avviare e controllare l'accrescimento della perla.Questa pratica, accompagnata dall'estrazione petrolifera e dall'introduzione dei bottoni in plastica ha contribuito al declino dell'industria delle perle naturali. Infatti, prima degli anni '20, la pesca di molluschi perliferi in Australia e Stati Uniti veniva effettuata soprattutto per recuperare le conchiglie da cui si ricavavano i bottoni in madreperla. Quindi già in quegli anni il ritrovamento delle perle naturali in quelle fonti era una conseguenza dell'attività primaria. Successivamente i bottoni vennero sostituiti da quelli in plastica, contribuendo alla fine della fornitura di perle naturali come effetto del declino del mercato di conchiglie madreperlacee.Le perle coltivate, che oggi rappresentano l'assoluta maggioranza delle perle presenti nel mercato possono essere di acqua dolce o di acqua salata. L'azione dell'uomo prevede l'innesto, cioè l'inserimento del corpo estraneo nell'ostrica ospitante, ma poi quest'ultima si comporterà naturalmente, reagendo in modo da formare gli strati di perlagione ed infine produrre la perla.La maggior parte delle perle coltivate proviene dall'Asia e da molte località nelle parti meridionali degli oceani Pacifico e Indiano.

I principali tipi di perle coltivate sono quattro: AKOYA, MARI DEL SUD (Australiane), TAHITI, ACQUA DOLCE.

 


Le perle Akoya

Il termine giapponese Akoya descrive l'ostrica che produce questo tipo di perle, sia che esse siano naturali che coltivate.Principalmente la loro produzione avviene nelle acque marine o salmastre di Giappone, Vietnam e Cina.Di solito non raggiungono enormi dimensioni, diciamo arrivano fino a 13-15 mm, ma la percentuale di perle sferiche è straordinaria e le caratteristiche che le rendono uniche sono anche il colore chiaro (di solito bianco), accompagnato da un colore di superficie rosato ed eccezionale lucentezza.Il fatto che presentino dimensioni e forma spesso piuttosto simili, le rende oggetti ideali per la composizione di fili lineari ed armonici. 

 


Perle dei mari del sud

Queste perle sono più conosciute con il termine commerciale "Australiane", perchè provengono dalle acque salate di questo luogo, ma anche Indonesia e Filippine ne sono produttori.Le ostriche da cui si formano (Pinctada Maxima) possono essere di due varietà, comunemente dette a labbra dorate  e a labbra argentate e da loro dipendono i caratteristici colori di queste perle. Almeno una metà della produzione totale non nasce sferica, le dimensioni tuttavia possono raggiungere grandi livelli (fino circa 20 mm) e un'altra tipica loro caratteristica è la lucentezza soffice e satinata.Le perle dei Mari del Sud possono raggiungere prezzi davvero elevati, soprattutto se sono selezionate per formare un filo con forme sferiche e grandi dimensioni. Questo dipende dalla loro rarità e dalla difficoltà di unire delle perle che siano il più armonicamente accostabili.

 


Perle Tahiti

L'ostrica che produce queste perle di acqua salata è detta Pinctada Margaritifera, ed è l'unica specie che può conferire i tipici colori scuri dotati di particolari riflessi. E' chiamata anche "ostrica dal labbro nero". Le loro dimensioni vanno da 8 a circa 17 mm, quindi in media sono più piccole di quelle dei Mari del Sud e la percentuale di esemplari sferici è di gran lunga minore del 50% della produzione totale.Anche le perle tahitiane solitamente hanno prezzi piuttosto elevati, di conseguenza si tende a preferire l'utilizzo di un unico esemplare per la creazione di un gioiello, o una coppia per degli orecchini, piuttosto che inserirle in fili armonici di grandi dimensioni ed alta qualità.I Paesi produttori sono principalmente la Polinesia Francese e le isole Cook.

 


Perle d'acqua dolce (o "di fiume")

Esistono moltissime specie di molluschi perliferi di acqua dolce; la più diffusa è conosciuta con il nome di "Hyriopsis Cumingi".

Oggi è la Cina la maggior produttrice di questo tipo di perle, anche se quantità limitate provengono anche da Stati Uniti e Giappone.

Possiamo storicamente far risalire la prima coltivazione delle perle (blister) d'acqua dolce alla Cina del XIII secolo.

Negli anni '70, quando le perle d'acqua dolce cinese fecero la loro prima comparsa nel mercato internazionale, la loro tipica forma era molto irregolare e le dimensioni assai ridotte. Venivano chiamate "perle riso" in quanto ricordavano proprio dei chicchi di riso sia per forma che per tessitura. Con il passare degli anni la loro qualità è migliorata sorprendentemente, arrivando a raggiungere forme e dimensioni molto varie, da quelle sferiche a quelle a forma di cuore; questo risultato è dato dal tipo di nucleo inserito nei molluschi e dalla sua grandezza.

La produzione di perle d'acqua dolce è molto abbondante e la principale conseguenza a ciò è che i prezzi sono forzati al ribasso. Infatti anche gli esemplari della migliore qualità sono economici se paragonati ai prezzi di perle di qualità simile ma di acqua salata. Il fatto che le perle coltivate d'acqua dolce cinesi siano accessibili potenzialmente a qualsiasi consumatore dipende quindi da tre fattori principali: l'immenso volume produttivo, la vasta gamma qualitativa offerta ed il prezzo contenuto.

La produzione di questo tipo di perle è in continua evoluzione e oggigiorno esse riescono a raggiungere dimensioni molto elevate, forme sia sferiche che fantasiose e anche alti gradi di lucentezza.

 


Breve accenno ad altri prodotti perliferi

Oltre alle perle naturali e coltivate "intere" vorrei brevemente ricordare che nel mercato esistono altri tipi di prodotti perliferi.

A titolo informativo credo sia importante sapere che si possono trovare le perle BLISTER, sia naturali che coltivate. Esse aderiscono alla superficie interna della conchiglia del mollusco, e vengono poi staccate dalla conchiglia oppure questa può essere staccata direttamente attorno alla blister. Talvolta si può trovare in commercio direttamente la conchiglia con la perla blister intatta.

Le perle MABE' sono un prodotto composto da una cupola di perlagione, un fondo in madreperla ed una sostanza di riempimento nella parte centrale. Vengono utilizzate soprattutto in anelli, orecchini e, talvolta nelle spille.

Le perle KESHI sono definite come prodotti accidentali del procedimento di coltivazione, nel senso che la loro formazione non era prevista nell'intenzione di produrre altri tipi di perle coltivate. Possono presentare varie forme,colori accesi, una lucentezza molto elevata e diversi colori.

Le perle SEME sono perle naturali di dimensioni ridottissime, di solito inferiori ai 2 mm, prodotte sia da molluschi di acqua dolce che di acqua salata. Erano molto popolari verso la metà del XIX secolo.

Le perle di HALIOTIS GIGANTEA possono essere sia naturali che coltivate e sono molto rare e poco presenti nel mercato. I loro colori caratteristici sono dati dalla combinazione di rosa, verde e blu molto accesa e brillante. Sono più che altro richieste da intenditori e collezionisti.Le perle MELO e le PERLE CONCH, sono in realtà delle concrezioni calcaree, ovvero "perle" naturali prive di perlagione.Le prime hanno grandi dimensioni, forma rotonda, colore arancione e a volte uno tipico "effetto fiammato". Le perle conch, invece, presentano dimensioni solitamente inferiori ai 3mm, forme non sferiche, e colori rosa o arancione. Si può notare anche in queste una "struttura fiammata".

 


Consigli per la cura e la manutenzione delle perle

 

E' bene tener presente che i prodotti chimici e le sostanze acide, come quelli contenuti in profumi e cosmetici possono danneggiare le perle perchè ne corrodono la perlagione. Infatti le perle sono sostanze organiche che possono essere durevoli ma sono anche delicate. Se vengono regolarmente pulite con un soffice panno umido, si contribuirà ad evitarne la disidratazione e rimuovere le sostanze potenzialmente dannose. NON è consigliabile pulirle con ultrasuoni, vapore o prodotti che contengono ammoniaca.

Se si possiede un filo di perle, il fatto di essere infilate con un nodino che le separa una ad una sarà utile per due motivi: impedirà lo sfregamento che potrebbe danneggiarne la perlagione e, in caso di rottura del filo si potrebbe perdere soltanto una preziosa perla, invece che tutte o quasi. Sarebbe bene anche farle rinfilare periodicamente, visto che anche il filo con il tempo si potrebbe usurare. 

 

LA TURCHESE

La turchese si forma in aride regioni in cui i corsi d'acqua sotterranei ricchi di rame reagiscono al contatto con minerali contenenti fosforo o alluminio.La fonte storica della turchese del miglior colore è l'Iran, e per quanto riguarda le fonti odierne ricordiamo: Stati Uniti, Egitto, Cile, Cina.Il colore di alcune turchesi può rivelarsi instabile: potrebbe gradualmente scurirsi nel tempo, o schiarire, o virare ad una sfumatura verde. Questi cambiamenti di solito sono dovuti ad una reazione causata da agenti contaminanti presenti nell'ambiente. Una soluzione a questo inconveniente potrebbe essere un trattamento che ne possa stabilizzare il colore creando una protezione contro le sostanze esterne, ad esempio l'impregnazione con cera.

 

LA TANZANITE

La Tanzanite, meravigliosa varietà blu-viola della specie zoisite, fu scoperta alla fine degli anni '60 nel Merelani, una zona settentrionale della Tanzania. Inizialmente la gemma fu scambiata per zaffiro e molti avventurieri si accaparrarono i diritti sulle aree ancor prima di sapere con esattezza l'identità dei cristalli blu, tanto era alto l'interesse riscontrato.

La Tiffany & Co. ebbe un ruolo fondamentale nella promozione del nuovo ritrovamento battezzandolo tanzanite: fu un successo immediato.Il miglior colore della tanzanite è un blu intensamente saturo, o anche un blu-violaceo.

Questa non è una gemma conosciuta dalla maggioranza, ma una volta che si entra in contatto con la bellezza del suo colore, la si può valutare come prezioso elemento da aggiungere ed una collezione.

 


I 7 fattori di valore delle perle

I 7 parametri per la valutazione della qualità delle perle sono: le dimensioni, la forma, il colore, la lucentezza, la qualità della superficie, la qualità della perlagione e l'accostamento armonico qualora si stesse valutando un filo.

Le DIMENSIONI si misurano in millimetri e le perle più grandi sono sempre più rare di quelle piccole, di conseguenza ad esse verrà attribuito un valore maggiore.

La FORMA rotonda è quella più rara e pregiata. Tuttavia esistono moltissime forme in cui possono presentarsi le perle: da quella "barocca", ovvero irregolare, a quella a goccia, a quella ovale. Addirittura tra le perle d'acqua dolce possiamo trovare le forme a cuore, a bottone, a croce: queste dipendono dalla forma del nucleo che viene inserito all'interno del mollusco.

Il COLORE delle perle si valuta sommando diversi parametri, tra cui l'"oriente", ovvero l'insieme dei riflessi iridescenti presenti sulla loro superficie. Il fatto che i colori delle perle sono circa una ventina potrebbe stupire la maggior parte delle persone. Il valore che riguarda il colore dipende anche molto dalle mode di un periodo, dai messaggi pubblicitari e dalla legge della domanda e dell'offerta.

La LUCENTEZZA si valuta da una scala che va da "eccellente" a "scarsa" ed è un parametro importantissimo per le perle.

A parità delle altre qualità, infatti, tra due perle quella più lucente sarà quella che ha il valore più alto (e che di norma una donna indosserebbe più volentieri).

La QUALITA' della SUPERFICIE ne identifica le caratteristiche, come certe irregolarità presenti sulla superficie (e per questo spesso garanzia di "autenticità" di una perla). Possiamo riscontrare ad occhio nudo in quasi tutte le perle in commercio queste caratteristiche, anche in quelle più costose, perchè è il risultato di un processo naturale avvenuto all'interno l'ostrica. Le perle "perfette" qualora potessimo ammirarle hanno prezzi davvero elevati.

La QUALITA' della PERLAGIONE si valuta in concomitanza della lucentezza, a cui è direttamente collegata. Se è traslucida, allora possiamo essere certi di essere di fronte ad una perla di qualità perchè la luce la attraversa meglio e sarà di conseguenza anche più lucente. Inoltre, più questo strato di perlagione sarà spesso, più risulterà durevole nel tempo.

L'ACCOSTAMENTO ARMONICO, per essere definito "eccellente" deve presentare le perle nel filo disposte in modo uniforme per tutto ciò che riguarda i parametri precedentemente descritti.